Il mondo sommerso di Jacques Cousteau

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Il mondo sommerso di Jacques Cousteau

Le immersioni subacquee comprendono tutte quelle attività che permettono all'uomo la permanenza in un ambiente acquatico sommerso. A tal proposito ritroviamo in Cousteau un pioniere e un grande innovatore. Oggi la sua figura è ammirata e benvoluta in tutto il mondo dai molti amanti del mare e viene considerata con una sorta di devozione, in quanto simbolo dell’avventura, della natura e dell'esplorazione.


Jacques-Yves Cousteau, la vita e la guerra

Ma chi è Jacques Cousteau? Andiamo alla scoperta di questa icona del mondo marino! Da giovane divenne un ufficiale cannoniere della Marina Militare Francese, il che gli diede l'opportunità di fare i suoi primi esperimenti subacquei. Dopo aver preso parte alla seconda guerra mondiale come spia, sviluppò delle tecniche per lo sminamento dei porti francesi e per l'esplorazione dei relitti. Racconterà queste esperienze in un libro pubblicato nel 1953, dal titolo “Il mondo silenzioso”, dal quale venne tratta ispirazione per l’omonimo documentario, vincitore del primo premio al Festival di Cannes ed il premio Oscar nella categoria documentari del 1956.
Nel 1950 Cousteau venne nominato Presidente delle Campagne Oceanografiche Francesi, ricevette dal milionario  Thomas "Loel" Guinness, per il prezzo simbolico di un franco francese l'anno, un dragamine, ribattezzato con il nome "Calypso". Cousteau , lo trasformò in nave da ricerca, con la quale esplorò le acque più interessanti del pianeta. Questi lavori furono di grande aiuto nel rendere popolare la biologia sottomarina attraverso la scoperta di nuovi ecosistemi marini e degli organismi che ne svolgono la loro vita, dalle specie submicroscopiche fino agli organismi più grandi del pianeta, i cetacei. Così come Cousteau, anche Svalbard Islands è proattiva nel campo della ricerca per scovare i migliori materiali e le tecnologie adatte ad offrire l’esperienza più performante in qualsiasi condizione ambientale.


La protesta contro la contaminazione radioattiva

Nell'ottobre 1960, un grosso quantitativo di scorie radioattive dell'EURATOM stava per essere scaricato in mare. Le Commandant, titolo attribuito a Cousteau, organizzò una campagna pubblica che ottenne ampio supporto popolare. Il treno che trasportava le scorie venne bloccato da donne e bambini seduti sulle rotaie, e rispedito indietro, evitando Il rischio di contaminazione radioattiva. A Monaco, nel novembre seguente, una visita ufficiale del presidente francese Charles de Gaulle  si tramutò in un dibattito sugli eventi dell'ottobre 1960 e sugli esperimenti nucleari in generale.  Gli ambasciatori francesi avevano suggerito al Principe Ranieri di evitare l'argomento, ma non vennero ascoltati. Il Principe invitò Cousteau ad esporre il suo punto di vista in merito e di essere gentile nei confronti dei ricercatori nucleari, ma Le Commandant, si racconta, replicò così: "No signore, sono i ricercatori che devono essere gentili nei nostri confronti". Durante questa discussione Cousteau scoprì che il motivo degli esperimenti e delle ricerche francesi era dato dal rifiuto da parte degli americani di condividere i loro segreti nucleari con gli alleati e dalla paura di trovarsi militarmente deboli in un momento storico molto delicato.


La perla di Jacques, l’esperimento Précontinent II

Dopo un primo tentativo in cui i suoi collaboratori Albert Falco e Claude Wesny alloggiarono per una settimana alla profondità di 10 metri all'interno di una campana subacquea, alimentata dalla superficie, Cousteau mise in opera l'ambizioso progetto Précontinent II, dove nel Mar Rosso vennero calate in mare due case subacquee, al fine di verificare la possibilità di sopravvivere per quasi un mese a condizioni estreme. Una a 10 metri di profondità in grado di ospitare fino a 8 acquanauti, l'altra a 25 metri destinata ad ospitarne 2.
La casa grande era a forma di stella marina con una sala centrale, in cui si effettuavano le riunioni e si consumavano i pasti, dotata di elettricità,televisione, telefono, manometri per il controllo del gas e con grandi oblò a forma di finestre. Da questa sala centrale si dipartivano quattro corridoi adibiti agli alloggi, alla  cucina, ad un laboratorio di biologia ed il quarto come varco comunicante con il mare grazie a un passaggio aperto nel pavimento. La casa piccola era come una campana subacquea con due ambienti, il piano inferiore come uscita per l'esterno e quello superiore come abitazione.

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